Cristo: il rivoluzionario spirituale
Giovani cristiani delle origini nel Suo Spirito
 

Attuale, colorato, vario, nuovo, diverso, interessante, giovane, rivoluzionario, fresco, stimolante, schietto, libero, gratuito
 

Perchè questo titolo?
Gesù di Nazaret fu il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. CI possiamo orientare sulla Sua vita. Egli ci mostra come possiamo migliorare il rapporto con il nostro prossimo, in modo che anche la società posa cambiare, insieme a tutti coloro che si sforzano giorno dopo giorno di fare del bene. Tutto questo significa rivoluzione secondo il Discorso della Montagna.
Per questo nasce il giornale "Cristo: il rivoluzionario spirituale". Questo nuovo giornale indipendente per giovani ha lo scopo di risvegliare lo spirito rivoluzionario cristiano; spiega, stimola a riflettere, è vario, colorato e.... "senza peli sulla lingua"!
 
    Manipolati? Stereotipati - Disinnescati? Prendi in ma no la tua vita!
    Abbiamo chiesto ad alcuni giovani quali sono le loro mete .......
    Che valore dai alla tua vita?
    Vivere o essere vissuti? - Io stesso determino il valore della mia vita
    Paura di un esame???
 

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Individualität
 
 
 Manipolati? Stereotipati - Disinnescati?
Prendi in ma no la tua vita!

Al pensiero che pomodori, fagiolini di soja e ogni tipo di altro frutto manipolato a norma di legge abbiano conquistato i supermercati, ci siamo ormai abituati. Un pomodoro perfetto come l’altro, non è poi così male e non marciscono neanche; cosa si vuole di più?
Tuttavia ora che questo giochino dei pomodori dovrebbe essere trasferito sull’uomo, cominciamo ad avere una strana sensazione. In America, uno scienziato ha resa nota la sua decisione di vole clonare gli uomini. Clonare significa riprodurre un essere umano con i mezzi offerti dalla tecnica genetica, quindi produrre una copia perfettamente identica .In questo modo una coppia che non può avere figli e tuttavia li desidera, potrà in futuro produrseli. Il risultato sarà poi "tale e quale al papà" o "tale e quale alla mamma", in base all’ordinazione.
Una scena d’orrore della casa Frankenstein? Niente affatto! Quattro coppie sono già in lista d’attesa. Ma cosa’ha a che fare tutto questo con noi?

Badiere al vento

Secondo un famoso dizionario "manipolare" significa "determinare influenzando. Siamo sinceri: non siamo tutti influenzabili? Non imitiamo forse spesso altri, e quindi non siamo manipolati e stereotipati? O seguiamo tutte le mode per spirito di appartenenza, o siamo il più stravaganti possibili, perchè vogliamo far parte della categoria degli anticonformisti. Imitiamo la nostra amica perchè lei è così eccezionale, o ci cerchiamo un idolo di un film o di una serie televisiva. Se l’amico dice qualcosa andiamo a destra, basta poi un suo cenno per farci svoltare a sinistra. Conformiamo le nostre opinioni a quelle di chi ha successo, e non appena subentrano nuove idee più "in" abbandoniamo quelle vecchie.

Suoniamo uno strumento perchè fa piacere ai genitori, andiamo in Spagna con l’amico, anche se avremmo preferito visitare il Mare del Nord. Impariamo il mestiere che ci ha consigliato un consulente professionale o una persona di fiducia che sicuramente ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi stessi. Ci sposiamo perchè la nostra sorella magiore si è anche giá sposata da tempo e può già dar sfoggio dei suoi primi figli.
Leggiamo regolarmente il giornale per sapere cosa c’è di importante e andiamo in chiesa per farci dire dal prete a cosa dobbiamo credere. Viviamo così, forse fino alla morte: come bandiere al vento. Se facessimo un’intervista, nessuno vorrebbe vivere così. Ma molti lo fanno. Perchè? Perché è più comodo seguire la massa, che conoscere se stessi, conoscere i propri punti di forza  e le proprie debolezze, scoprire talenti e capacità per porsi poi delle mete.  La manipolazione in senso lato, come ad esempio la clonazione, non è forse uno specchio del nostro modo semplicistico di farci influenzare, di imitare e di vivere senza una meta? Molti, tutti gli anni, puntualmente a fine anno, si fanno buoni propositi e si pongono nuove mete, come fumare meno, risparmiare di più, vivere in modo più sano e litigare meno; ma non appena i vicini o i compagni di classe sono di nuovo pungenti come l’anno preedente, ricomincia la lite e i buoni proprositi vanno a farsi friggere.

Stereotipati  o  vivere?

"Quella delle mete non è una cosa così facile!". Dici? Però in altri campi non ci è così difficile: quando usciamo alla sera, abbiamo una meta: la discoteca o forse il cinema. Se andiamo a scuola miriamo ad avere una buona maturitá o se lavoriamo, pensiamo al prossimo aumento di stipendio. Ma solo di rado pensiamo alla direzione che dovrebbe prendere la nostra vita. Il pericolo è che ci lasciamo vivere anzichè vivere sul serio la nostra vita.
Rimettiamo la nostra vita al caso, e se non va bene, diamo la colpa a Dio o al nostro prossimo.
Ma chiediamoci un po’: Vogliamo veramente che il nostro percorso sulla terra sia da imitatori, da esseri manipolati? Stereotipati, tutti uguali come un clone (o un clown?), quindi praticamente "disinnescati"?
 

Un metro di misura per la vita

Se la risposta è no, non possiamo evitare di porci delle chiare mete per la nostra vita, avere metri di misura. Ma quali? Ognuno decide per sé. Ci sono molte possibilità, per esempio: "Divenite perfetti come perfetto è il Padre vostro nei Cieli". Questo è quanto ci disse Gesù di Nazaret nel Suo Discorso della Montagna. Ti sembra un po’ troppo alto? Certamente è rivoluzionario! Di fatto ci spiega che siamo sulla terra per imparare di nuovo cosa significhi essere un figlio di Dio. E come si comporta un figlio di Dio? Il primo passo pratico verso questa grande meta può essere diverso per ognuno di noi.

Pronti via!!

Potremmo per esempio iniziare a rispettare il prossimo quando ha un’opinione diversa dalla nostra anziché giudicarlo. Potremmo iniziare a diventare affidabili e mantenere ciò che abbiamo promesso. Possiamo imparare ad ascoltare. Potremmo anche pensare come stà l’altro anziché girare sempre intorno a noi stessi e coccolare il nostro ego; potremmo offrire il nostro aiuto a chi ne ha bisogno. E chi più ne ha più ne metta! Riassumendo: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!" che vuol dire anche "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te!" Si tratta di un aiuto pratico che si trova anche nel Discorso della Montagna. Pensi che sia troppo difficile porsi queste mete e poi anche viverle nella pratica? Provare è la parola d’ordine! Provaci e vedrai se nella tua vita cambia qualcosa, se cambia qualcosa nel rapporto con i tuoi genitori, con gli amici, con i colleghi e con i compagni di scuola e prova poi a vedere se ti senti più contento o più scontento, se sei più dinamico o più fiacco, più felice o più triste.
Certo, ognuno ha la libertà di porsi le mete che vuole o di bighellonare tutta la vita senza una meta. Dio non ci manipola, ma ci lascia la libertà. Dio però vuorrebbe aiutarci ad essere padroni della nostra vita. E se il figlio di Dio, il Cristo, venne sulla terra quale Gesù di Nazaret per darci questi aiuti geniali per la vita, che si possono ancora trovare nel Discorso della Montagna e anche nei Dieci Comandamenti, potremmo anche provarci almeno una volta a viverli nella nostra vita, anziché metterli da parte per principio come fanno le chiese istituzionalizzate, considerandoli non realistici, troppo difficili o addirittura utopistici.
 



 
   

Abbiamo chiesto ad alcuni giovani quali sono le loro mete .......

"Trovo che le mete siano importanti. Perchè se non ho mete e non vedo oltre il mio naso, sarò scontento di me stessa. Voglio fare più sport e non solo lavorare, mangiare e dormire. E ciò che mi rende infelice interioremente, lo voglio affrontare allo stesso modo."
Romana H., 16 anni, Monaco di Baviera

"Per prima cosa lascio che le cose mi vengano incontro. In determinate situazioni, ci si può poi decidere per mete precise. Ad esempio, adesso voglio vivere da solo per un anno, per imparare a portare le mie responsabilità. Penso che sia buono concentrarsi sulle cose essenziali." Bernd H., Francoforte.

"Voglio vivere in modo consapevole e non secondo il motto "Sono giovane e mi piace vivere alla giornata". Voglio essere entusiasta di ciò che faccio, sia sul lavoro che nel tempo libero. Voglio essere libera, essere responsabile di me stessa ed avere più tempo per gli altri." Mara, 24 anni Torino

"All’inizio dell’anno ho fatto un bilancio per vedere quali sono le mie caratteristiche buone e meno buone. E poi ho pensato: da che parte voglio andare? Se non si hanno delle mete, si viene manovrati, si corre dietro ad altri e si fanno cose che altrimenti non si farebbero. Oltre a voler fare sport e imparare le lingue, mi sono riproposta di essere affidabile e aperta." Carmen, 19 anni, Monaco di Baviera.

"Le mete hanno una forza solo se ce le si pone non solo con la mente ma anche con le sensazioni. Mi sono riproposta di conoscere meglio me stessa e di imparare ad apprezzarmi." Ina L. Waldbrunn.

"penso che sia buono porsi una meta, per esempio, per un anno. Ma importanti sono anche le mete più piccole, perché queste ci sono più vicine. E’ ddi fondamentale importanza chiedersi: Cosa voglio e cosa non voglio. " Elke P. Greußenheim

"Mete? Mi sembrano una cosa buona. La mia meta è vincere." Felix S. 20 anni. Uettingen




Che valore dai alla tua vita?

Quanto vale una vita? Niente? Tutto? Un fico secco? Con l’arguzia di un detective e la precisione di un contabile vogliamo affrontare questo tema.
La nostra ricerca delle tracce ha inizio l’à dove per molti finisce il divertimento: dal portafoglio. Oggi è ormai risaputo che si può conoscere il valore di un oggetto solamente considerando la somma di denaro che frutta.
Allora : quanto costa una vita?
Quanto paghiamo per essa?

- Prezzo di un calciatore: alcuni miliardi.
- Prezzo di uno schiavo in Sudan: 150.000 Lire
- Valore di vendita degli organi di un individuo sano: reni circa 100 Milioni: cuore circa 100 (milioni; fegato 200 milioni.
- Prezzo di una tomba da 4 mq a Tokio: circa 40 milioni all’anno.
- Valore del riscatto per un condannato a morte del Missouri: offerta di uno dei suoi organi.
- Prezzo di una donna bianca nell’Oman: circa 50 mucche.

Niente male, vero? Purtroppo dobbiamo ammettere che questa ricerca ha qualche piccolo difetto, dato che non tutti hanno la fortuna di essere calciatori famosi.
Torniamo al tema: che valore ha la mia vita, quindi la vita di .......................? (scrivi qui il tuo nome). Per aiutarti un po’ a trovare la risposta, ecco un piccolo questionario da compilare: penna alla mano, pronti, via!

Quanti cammelli pagherebbe un arabo per te?
A quanto ammonterebbe il riscatto richiesto per te da eventuali rapitori?
Quanti biglietti di auguri hai ricevuto per il tuo ultimo compleanno?

Con questo dovremmo aver risposto in modo esauriente alla domanda iniziale "che valore dai alla tua vita?".

Come scusa? Ti sembra che la nostra ricerca non sia abbastanza completa? Pensi che ci siano altri valori oltre ai cammelli, al denaro e ai biglietti di auguri?

OK, allora proseguiamo un po’ con la ricerca sulle tracce del valore della vita. E’ interessante vedere che spesso rendiamo il nostro valore dipendente dalle opinioni degli altri. Ad esempio, sento di valere se piaccio a determinate persone e se ricevo riconoscimento da loro; oppure se ho buoni voti a scuola, o se il mio capo mi loda. Può essere che sia così anche per noi?
Dalla nostra ricerca risulta chiara una cosa: per poter riconoscere il valore della mia vita devo decidere prima o poi quale è il metro di misura che voglio utilizzare. Voglio utilizzare quello dettato dalla società o mi pongo io stesso un metro di misura più elevato da applicare alla mia vita?
Un metro di misura che forse molti conoscono è la convenzione dei diritti umani delle nazioni unite, che dice, fra l’altro:"La dignitá dell’uomo è intoccabile". Libertà, uguaglianza e giustizia sono considerati un bene elevato. Ma dove inizia la dignità dell’uomo e la stima del prossimo? Nella politica?
Noi pensiamo che la stima vada applica ta alle persone con cui viviano tutti i giorni; amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro, genitori. Cosa penso dell’altro? Se stimo veramente una persona non parlo male di lei, non la insulto, non la giudico, non la trascuro. Al contrario, la ascolto, l’aiuto e sono ben disposto verso di lei.
La nostra vita non avrà forse più valore se attraverso di noi il mondo diventa un pochino più ricco e un pochino migliore? Se invece di tormentare il nostro prossimo e criticarlo ci riconciliamo con lui e, una volta tanto, guardiamo la famosa trave nel nostro occhio?
E ancora: se mi importa qualcosa della mia vita, la prendo in mano e non mi aspetto che cambino gli altri, la società, la politica e qualcos’altro. Inizio Io!
Faccio fruttare i miei talenti, imparo un mestiere che mi piace e mi pongo delle mete per la mia vita.
Per avere un orientamento e püer trovare una meta può essere utile chiedersi cosa ci propone Dio, cosa ci offre come metro di misura per prendere in mano la nostra vita. Egli ci ha dato ad esempio i Dieci Comandamenti e il Discorso della Montagna. Ma non per leggere solo il Suo insegnamento e ripeterlo meccanicamente, ma per metterlo in pratica, per svilupparci quindi come persone di valore che contribuiscono a creare un mondo che vale! Pensi che questo non serva a niente? Provaci! TU stesso determini il valore della tua vita!




Vivere o essere vissuti?
Io stesso determino il valore della mia vita.

Da un’intervista del nostro giornale risulta che molta gente non conosce la meta della sua vita!
Del resto pianificare la vita intera non è poi così facile; forse però potremmo considerare i prossimi cinque anni e chiederci: cosa voglio raggiungere in questo periodo?
1.Nella vita privata: Come voglio comportarmi? Voglio cambiare  qualcosa? Come voglio vivere? Voglio sposarmi, avere dei figli o restare single? Sono riflessioni importanti! Altrimenti ci troviamo improvvisamente con cinque bambini in un appartamento a Milano, mentre in realtà vorremmo vivere con un’amica in una casa  colonica in Toscana. Se questa era la nostra meta non saremo mai felici a Milano! Ehi,non c’è niente da ridere! Cose del genere potrebbero capitare!
2.Per questo eccoci  rapidamente al punto 2.: Cosa voglio raggiungere dal punto di vista professionale? Cosa voglio imparare a fare? Non serve proprio a niente che io faccia l’intenditrice di piante solo perchè papà voleva così! Nessuno di noi due sarà veramente felice : nè io perchè non fa  per me, nè papà se si accorge che mi mancano la gioia e la motivazione per farlo. Quindi:
( Cosa voglio imparare?
( Quali qualità ho già sviluppato?
( Quali qualità voglio ancora sviluppare?
Mi annoto tutto questo, valutando tutte le cose che vorrei imparare, e poi comincio a realizzarle punto per punto.Vadrete che la sensazione sarà liberante!




 
Paura di un esame???
 
Le 6...La sveglia! È chiaro, mi sono svegliato molto prima di lei. Non ho dormito per metà della notte. Da quando sono andato a letto il pensiero dell’esame mi ronza in testa. Neanche alzandomi miglioreranno le cose. Persino in bagno, dove in ogni caso preferisco andare da solo, questo pensiero mi perseguita come un incubo. A colazione mi torturo con impegno per cacciar giù  un mezzo panino...di più non va. La paura di non passare l’esame cresce di minuto in minuto. Nonostante abbia studiato tutto, vengo sopraffatto dalla strana sensazione che la mia testa abbia un buco-sì insomma...comunque tutto scompare in un momento. Degenero in una creatura tra le più miserabili di questa terra...
Bisogna arrivare  a questo punto tutte le volte? Nel libro "Liobani"c’è scritto: "La paura è mancanza di fiducia in Dio. Ciò significa che  più ho fiducia in Dio, meno paura avrò. È logico, Dio è un Padre amorevole. Non ci lascia mai soli, (noi suoi figli), neanche durante un esame!" Proseguo la lettura e trovo un paio di nessi interessanti e totalmente innovativi: "Se ho seguito le lezioni con attenzione, le cellule nervose avranno recepito ciò che serve per l’esame. La materia  imparata diviene attiva se chiedo al divino in me di sostenermi e accolgo consapevolmente le domande dell’esame leggendo coscienziosamente parola per parola. In ogni parola c’è già la risposta e la risoluzione. Se affermo la forza che aiuta in me, il divino può attivare le cellule cerebrali, nelle quali è memorizzato il sapere necessario per rispondere in modo corretto. Nel conscio prende forma  poi la risoluzione  del compito dell’esame."
Qui è il caso di fare una  seconda prova: le 6... la sveglia! Dato che ieri sera sono andato a dormire tranquillo, e ho pregato Dio,mio Padre, di starmi vicino per l’esame di oggi, ho potuto dormire bene. Ovviamente i primi pensieri che mi girano in testa  sono rivolti all’esame.Tuttavia ringrazio Dio per la notte e  anche per il nuovo giorno.Dopo aver  fatto una leggera colazione mi incammino. Mi sforzo di restare tranquillo e non mi lascio agitare neanche dai compagni. So che Dio, mio aiutante interiore, mi assiste e sta presso di me!
 
 
 

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